venerdì 24 agosto 2018

Lunedì 13 agosto 2018

 L'alba, che come ho detto NON ESISTE, ci circonda del solito silenzio e dai colori della spianata lavica su cui abbiamo dormito:


Aspettando di fare colazione, mi concedo il lusso di veder spuntare il sole dal monte alle spalle della spianata e di scribacchiare un po' al tavolino sistemato di fronte al cottage.

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Infine si parte in direzione Goðafoss: pare trattarsi di una cascata incantata.

Sulla strada ci vengono incontro:


Infine ecco

Goðafoss


Anche lei, come le sue Sorelle, canta:



Arriviamo fino a Siglufjörður passando da Akureyri (a 100 km dal Circolo Polare Artico!), immersi in cieli e colori diversi da quelli che conosciamo...


... per raggiungere Glaumbær:

dove veniamo momentaneamente distratti dal volo di uno stormo di uccelli:



Ci rimettiamo in marcia e arriviamo a Blönduós, che si affaccia sul Mar di Groenlandia e ci offre una golden hour commovente:


Da Mývatn a Blönduós: si chiude il quinto giorno di esplorazione e meraviglia.

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Domenica 12 agosto 2018


Ci svegliamo nell'appartamento che abbiamo affittato - non abbiamo sempre alloggiato in guesthouses - e, accompagnati dal sole già alto in cielo, ci avviamo piuttosto presto verso una giornata che si rivelerà particolarmente piena.

Sulla strada che ci porterà a Dettifoss e Selfoss, incontriamo

Rjúkandafoss


e altro



Arrivati nel parcheggio ci guardiamo negli occhi un po' emozionati: stiamo per incontrare la cascata più alta d'Europa (Dettifoss) e la sua splendida vicina (Selfoss).

Per raggiungerle percorriamo un breve sentiero lavico e poi...

Dettifoss


Dettifoss è talmente TUTTOTANTO che scoppio a piangere per la sua insostenibile maestosità. Non dimenticherò MAI la sua voce:


Riprendiamo a camminare sul sentiero lavico e raggiungiamo

Selfoss


Abbandoniamo a malincuore questi prodigi della Natura, per andare un po' più a Nord, facendo tappa a Hverir (Hverarönd): qui la terra parla ed è il calore che diede origine alla Vita.

Questi sono luoghi in cui si ha la percezione visiva, olfattiva e sonora di quello che è stato l'Inizio.




Dopodiché facciamo un rapido passaggio a Grjótagjá, ove mi produco in un momento di stupidità assoluta (e già... qui sono tornata bambina e mi piace di nuovo giocare).



Raggiungiamo la meta finale della giornata e andiamo a fare la puccia nelle acque termali del Mývatn: Santa Dea, che meraviglia.

Non ci sono foto a testimoniare l'evento perché talvolta è bene lasciare spazio all'intimità e bearsi semplicemente delle offerte di Madre Natura.

N. B. Mývatn significa Fortezza Oscura e indubbiamente l'oscurità fa riferimento alle frotte di moschini che rompono le gonadi, ma - oh, boy - gli Stupidinis sono in Islanda e se ne fregano altamente dei fastidi.

Da Egilsstaðir a Mývatn: si chiude il quarto giorno di esplorazione e meraviglia.

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domenica 19 agosto 2018

Sabato 11 agosto 2018

 Ci svegliamo nella solita pace e tranquillità e decidiamo di tornare alla Jökulsárlon Glacier Lagoon: non si sa mai che ci sia sfuggita qualche pennellata d'azzurro.

Intanto vediamo varie ed eventuali


La Jökulsárlon Glacier Lagoon ci offre:


Poco più in là: la Diamond Beach ci lascia senza fiato.


Ci dirigiamo verso Egilsstaðir accompagnati da


Da Höfn a Egilsstaðir: si chiude il terzo giorno di esplorazione e meraviglia.

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Venerdì 10 agosto 2018

 L'alba non esiste ma ci sorprende comunque con ricchi silenzi e tanto TUTTO in mezzo al nulla.

Partiamo per continuare il percorso e andiamo a Dyrhólaey, facendo una breve tappa a Rútshellir.

A Dyrhólaey incontreremo le nostre prime pulcinella di mare!



Riprendiamo la strada ed è un'altra delle tante meraviglie: Reynisfjara.

Spiaggia nera, rocce basaltiche, puffin, gabbiani. Gli Stupidinis sono sempre più Stupitinis.


Dirigendoci verso Svartifoss, incontriamo un panorama quasi lunare: la Green Lava Walk.


Procedendo:

il canto di Foss á Siðu


un torrentello buttato lì così


i primi ghiacci del Vatnajökull


Svartifoss e il suo canto



ancora ghiacci


ulteriormente ghiacci (che navigano pacifici in tonalità di azzurro che non conoscevamo): qui siamo sulle rive del Jökulsárlón.



Andiamo a dormire a Höfn: siamo ospiti di una guesthouse che non lascia presagire nulla di buono dall'esterno e mentre dentro è accogliente e spaziosa.

Da Hvosvöllur a Höfn: si chiude il secondo giorno di esplorazione e meraviglia.

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Giovedì 9 agosto 2018

 reykjanesbaer

Ci svegliamo sotto un bel cielo azzurro con qualche nuvola all'orizzonte.

8°C, un lieve venticello: sto come un puciu.

Dopo la nostra prima colazione islandese, indulgo un po' nel chiacchierare con i nostri ospiti e poi raggiungiamo la compagnia di noleggio auto per ritirare la nostra vettura.

C'è un po' da aspettare e io non trovo meglio da fare che inciampare e rovinare a terra cambiando i connotati del mio ginocchio sinistro.

Uh, che male! Uh, che lividone! Uh, che ginocchio gonfio! Uh, che escoriazione! Uh, che palle!

Saliti in auto, noi e la mia voglia di piangere per il male, iniziamo il nostro percorso: andremo a vedere tre cascate dirigendoci verso Sud Est.

Eccole:

Gluggafoss




Seljalandsfoss

Ovverosia: stupore.
Seljalandsfoss è imponente e le sue acque sembrano fatte di velluto.
Vi si può passare dietro ed improvvisamente appare l'arcobaleno.


Questo è il suo suono:



Skógafoss


Skógafoss canta così:


Ci dirigiamo verso la guesthouse che ci ospiterà e che si trova in mezzo ai campi di Hvosvöllur.

Appena accomodati, facciamo la conoscenza di Chiara, giovane marchigiana che si trova qui per imparare come si gestiscono animali e orari in previsione di realizzare il suo sogno di aprire una fattoria etica nella sua regione. Chiara, sei stata un raggio di sole particolarmente luminoso, speriamo di rivederti e di riabbracciarti nel tuo sogno quando sarà una realtà.

Da Reykjanesbær a Hvosvöllur: si chiude il primo giorno di esplorazione e meraviglia.

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Mercoledì 8 agosto 2018

Le valigie sono già pronte, il taxi è già prenotato: dai, sono le 11, usciamo di casa.
I maschi sono dotati di virile zaino, le femmine hanno optato per due leziosi trolley (quello di Giulia turchese, il mio... rullo di tamburi... fucsia!).
Arrivati a Caselle, svolgiamo le normali operazioni di imbarco e l'ansia cresce: io odio volare, proprio non mi piace, mi fa venire in mente cose del maggio del '49, ma va bene così: io ho avuto l'idea di andare in Islanda, io vado in Islanda.
Non ho manco il tempo di stare a rimuginare sui miei pensieri 'allegri' che sono già seduta e con la cintura allacciata; il volo verso Francoforte dura un battito di ciglia e inizia un'altra attesa: il volo per Keflavík decollerà solo in tarda serata.
Cazzeggiamo per l'aeroporto, facciamo passare le ore e arriva il momento dell'imbarco... con sorpresa: la gentile addetta ci fa presente che il volo è in overbooking e ci propone quanto segue:

  • dormire a Francoforte a spese della compagnia aerea
  • intascare 400 euro in contanti a cranio per il disturbo arrecato
  • partire il giorno dopo facendo tappa a Zurigo

Nah, non se ne parla proprio: voglio arrivare in Islanda quella sera come da programma.
OK, no problem, ma veniamo 'castigati' con un cambio di posto: dalle file 15 e 16 veniamo ricollocati nella fila 38.
La fila 38 è l'ultima, quella in fondo all'aereo. Figli e marito sono vicini, io sono da sola. Sola, sola. Oh be', ho ben tre seggiolini su cui spaziare: va bene così.
Il volo parte con quasi un'ora di ritardo e atterra a Keflavík a mezzanotte in punto.
Usciti dall'aeroporto veniamo accolti da un cielo molto diverso da quello cui siamo abituati e, in parte, l'avevamo già visto in fase di avvicinamento all'isola: non è completamente buio, le parti più scure sono le nuvole. L'aria è fresca, riempie i polmoni e li libera, forse libera anche i pensieri.

cielo di keflavik

Prediamo un taxi, raggiungiamo la guesthouse a Reykjanesbær e buonanotte.
Sì, siamo in Islanda: domani me ne renderò conto.

Perché non andiamo in Islanda?

 Giovedì 28 giugno 2018

Siamo in cucina, i ragazzi stanno preparando il tavolo, il marito beve acqua gelida per contrastare il caldo porco, io sto fumando una sigaretta.
Li guardo, li guardo tutti e tre, e con voce quasi annoiata dico: "Perché non andiamo in Islanda?".
Il tempo si ferma per un po', mi guardano, li guardo e - senza altro aggiungere - inizia l'operazione The Stupidinis go to Iceland.

stupidinis.jpg

Venerdì 29 giugno e sabato 30 giugno 2018

Ci dedichiamo a creare un percorso di massima e

Domenica 1 luglio 2018

tenendo conto delle limitazioni che ci sono imposte per vari motivi che non sto qui a spiegare, prenoto i pernottamenti.

Lunedì 2 luglio 2018

Acquisto i biglietti aerei.
Detto e fatto: non ci rimane che aspettare l'8 agosto, giorno della partenza.