martedì 25 novembre 2014

Tutti i mondi che sono me.

La sensazione di sentirsi in trappola.
In trappola di quei tre. [mi riferisco al Toro]
In trappola di situazioni troppo più grandi di me. [mi riferisco alla Quercia Granata e all'Amica che chiamo Santrìc, scricciolo]
In trappola di me stessa. [mi riferisco a me, proprio a me, solo a me]
A volte neppure la musica mi consola, mi solleva, mi distrae, mi ristora.

A volte.

Tutti i mondi che sono me, e sono tanti, sembrano essere in combutta fra di loro per cercare di farmi piegare 'sta schiena che, imperterrita, rimane dritta.

Due alternative:
- lasciarmi schiacciare, sic et simpliciter, e cadere nell'abisso dell'odio e della rabbia fini a se stessi
- guardare avanti
Scelgo la seconda, quella che mi permette di mettere tutti i mondi che sono me davanti a miei occhi.
Li guardo come sono solita guardare, nel bene e nel male, il passato, li guardo allontanandomi.
No, non è il passato ad allontanarsi: sono io.
È l'unico modo che conosco per rimanere integra... forse incompleta, ma senza dubbio integra.

Forza, dunque, Toro, comunque e sempre.
Forza, Quercia Granata e Santrìc: saranno giorni [oh, cazzo, non trovo l'aggettivo...]. Saranno giorni, in ogni caso. Forza.
Forza, me... tu (io) non ti fai (mi faccio) intrappolare tanto facilmente.

Il mio grido di battaglia sia dunque Immigrant Song e così sia: lucido le armi.


sabato 8 novembre 2014

Untitled

Ciao, Giorgio: non guardare giù, voltati dall'altra parte...

[foto presa da http://purple66.blogspot.it/2012/11/08111976-08112012-ciao-giorgio.html]





... poi... no, non poi... ORA: ora posso ascoltarti in tre modi diversi.





Posso ascoltarti come faccio da qualche decennio.











Posso ascoltarti come Pagey avrebbe voluto che tu fossi ascoltato, ma allora la tecnologia era quella che era.





Posso ascoltarti accompagnata dalla luce e dall'ombra che ti avrebbero fatto diventare quello che sei diventato.







Soprattutto VOGLIO ascoltarti e, come sempre, meravigliarmi.

Confermo quanto detto l'anno scorso e benedico il giorno in cui, quarantatre anni fa, sei stato donato al mondo.



venerdì 7 novembre 2014

"L'ho persa..."

È sbiancata in volto e mi ha detto così, poi è scoppiata a piangere ed era inconsolabile.
Mi si stringeva il cuore nel vederla così: doveva essere una giornata serena e allegra, accidenti...
"Ma, mamma... ha sempre viaggiato con noi... come ho potuto essere così stupida?"
Disperata.
"Dai, proverò a chiedere se la trovano... non piangere, amore: non è successo nulla di irreparabile..."
"Ma era la tua! So che ci tenevi!"
"È vero, ma tengo di più alla tua felicità, piccola... dai, ne prenderemo un'altra..."
"Non sarà la stessa cosa..."
Altre lacrime, altri singhiozzi.
Poi si è placata, si è messa a giocare con il fratello e si è messa a ridere.
"Le è passata," ho pensato.
Sbagliavo.
Dopo un po' mi si è avvicinata ed è di nuovo scoppiata a piangere chiedendomi scusa.
"Ma scusa per che cosa, Giulia? Dai... te l'ho già detto: gli oggetti vanno e vengono... si vede che voleva andare a scoprire un po' di mondo da sola..."
Si è riplacata, poi abbiamo visto la partita, ma nei giorni successivi non ha mancato di chiedermi: "Hai telefonato per sapere se l'hanno ritrovata?"
Cavoli, se ho telefonato... più di una volta... no, non l'hanno ritrovata: spero solo sia finita in buone mani.


Giulia, l'abbiamo mostrata ai cieli d'Irlanda, di Scozia e d'Inghilterra in più occasioni, l'abbiamo tenuta insieme, ma quello che sempre vedo dentro di me sono quelle due mani: la tua e la mia, vicine. E tutti i viaggi che ci aspettano.


È successo nel pomeriggio di Toro-Udinese: Giulia ha dimenticato la bandiera del Toro sul bus.
A nulla sono valse le mie chiamate al GTT... la bandiera si è volatilizzata.
Ce ne siamo fatte una ragione.
Le riflessioni successive le lascio a momenti più lieti (se ce ne saranno): mi deve ancora passare lo schifo delle partite contro l'Atalanta e l'Helsinki.
È successo questo, in pratica... una bimba ha pianto e poi ha ritrovato il sorriso... sempre mi stupisco quando il Toro (l'IDEA del Toro, ça va sans dire, solo l'IDEA) si interseca con le nostre esistenze, sempre accolgo con gioia gli stupori nuovi e cerco di essere felice così.