mercoledì 5 marzo 2014

Quattro gatti? No, cinque. O forse di più.

C'erano una volta mio Nonno e mia Nonna e poi mio Nonno non c'era più.
Dopo un po' era arrivata una gattina a tenere un po' di compagnia alla Nonna e quella gattina si chiamava Micia.
A due giorni dall'arrivo di Micia, qualcuno aveva pensato bene di sbarazzarsi di un cucciolo di gatto buttandolo nel cortile della Nonna ed era stato così che Nonna si ritrovò con due gattine: Micia e L'Altra.
"Nonna, sei sicura di volerle chiamare così?"
"Certo! Senti qui: Micia! L'Altra! Suonano bene insieme!"
Micia e L'Altra era cresciute come sorelle ed erano rimaste incinta nello stesso periodo.
La prima a partorire fu Micia, che ci regalò un maschietto (Spock) e una femminuccia (Beverly): era il 12 aprile 1995.
Due giorni dopo toccò a L'Altra donarci due femminucce (Worf e Deanna) e tre maschietti (Geordi, Jean-Luc e Jimmy): era il 14 aprile 1995.
Finito lo svezzamento, chiesi a Nonna di regalarmene due: la scelta cadde su Spock e Worf (sì, era una femmina, ma aveva un carattere talmente da Klingon che...).
Li portai a casa mettendoli nel cestino attaccato al manubrio della bicicletta.
Passò altro tempo.
Spock e Worf crebbero insieme ed insieme fusero le loro cellule fino a che...
"Ma', io credo che Worf sia incinta."
"Com'è possibile? Le stiamo dando la pillola..."
"Uhm, sarà... secondo me, comunque è incinta, guarda le mammelle: sono arrossate... la porterò dal veterinario."
Dei tre veterinari da cui portai Worf, uno solo mi diede ragione ma propose una scelta che mi fece accapponare la pelle e fuggire fuggire fuggire.
Gli altri due... vabbe', lasciamo stare (oh be', uno le fece anche una radiografia e tentò di far passare come viscere spinte verso l'alto dai gas intestinali uno dei feti... perché Worf era davvero incinta e i feti erano... lo dico dopo).
Non tutti sono tagliati per fare il lavoro che fanno, mettiamola così.
Passarono le settimane.
Andai a passare il fine settimana in Toscana con il fidanzato milanista (ora marito, sempre milanista) e gli amici.
Al ritorno il Milan vinceva lo Scudetto con due giornate d'anticipo e il Toro, vincente contro la Cremonese, retrocedeva matematicamente in serie B: era il 28 aprile 1996.
Arrivavo a casa e mi si parava innanzi un'immagine assurda, quasi natalizia: mia madre e mio padre ai lati di uno scatolone, come il bue e l'asinello di un presepe vivente e fuori stagione.
"Che cosa c'è lì dentro?"
"Vieni a vedere..."
Nello scatolone c'era Spock che 'abbracciava' Worf alle cui mammelle erano attaccati... tre micini.
Tre piccolissimi micini.
Che regalo... che regalo infinito in un giorno così... strano.
Tre micini.
Due maschietti e una femminuccia: Pascià (detto Gnà), Lamonino (detto Cico) e Pastina (Pastina e basta, Pastina per tutti).
Passarono gli anni.
Il primo ad andarsene fu Spock: attraversò la strada senza fare attenzione.
La seconda ad andarsene fu Pastina: stesso destino del padre.
Il terzo ad andarsene fu Pascià: una polpetta avvelenata (la Dea stramaledica il/i bastardo/i).
La quarta ad andarsene fu Worf: era davvero vecchia, aveva quasi diciotto anni.
Il quinto ad andarsene è stato Lamonino: stesso destino della madre.
Se n'è andato qualche giorno fa, ma mamma me lo ha detto solo oggi.
E ora sto qui a rimbambirmi della tenerezza dei ricordi e un po' mi sembra di essere derubata di... di una parte di mia Nonna, mia Nonna che era un po' rinata quando si era ritrovata Micia e L'Altra a cui voler bene, nella sua solitudine di essere rimasta senza il Nonno.
Così.
Ciao, Lamonino, salutami gli altri.



Se l'Aldilà esiste, sicuramente è molto affollato... e la musica che si sente è questa:


'sta storia della Morte... be', non mi andrà mai giù, MAI.